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Girls’Power @ Coolest Projects 2019 – come è andata

Per le ragazze del team Girls Power, il viaggio ai Coolest Projects 2019 di Dublino è stata un’esperienza certamente entusiasmamente, sfidante sotto molti punti di vista ed un’occasione che ha davvero fatto gruppo tra loro e anche tra di noi mentor e famiglie.

Quante volte capita di partecipare ad un evento in cui ragazzi da tutto il mondo presentano le loro idee e creazioni, in un clima non competitivo ma amichevole ed incoraggiante? Quest’anno ai Coolest Projects c’erano oltre 900 ragazzi: tanti irlandesi che giocavano in casa ma anche tanti ragazzi da tutta Europa e dal mondo, persino dal Giappone e dall’Australia. L’Italia aveva un nutrito gruppo di rappresentanti ed ha portato a casa ben 4 riconoscimenti.

Displaying a project at such a large event is something to be really proud of so please pat yourself on the back and thank anyone that helped you get there
CoderDojo Foundation

La location, l’allestimento, la musica, i laboratori, i gadget, le interviste, le telecamere, la cerimonia di premiazione: il contesto dei Coolest Projects è davvero emozionante. L’inglese, lingua franca, mette alla prova i più eppure tutti i ragazzi hanno trovato il modo di esprimersi e di presentare progetti che spaziano dall’idealismo alla praticità quotidiana: se mi permettete un po’ di retorica, è l’espressione compiuta della giovinezza col suo carico di ottimismo nel futuro e di immediatezza. Mani che fanno, menti che sognano. Un coraggio ammirevole nel mettersi alla prova, superare le difficoltà della timidezza e della lingua straniera. E passione, tanta passsione! Per il coding come mezzo più che come fine: buone idee, idee divertenti, idee buffe. E c’era spazio per una pluralità di voci ed interessi.

Vedere centinaia di bambini e ragazzini presentare con semplicità e allo stesso tempo competenza i progetti da loro creati, vederli protagonisti in tematiche come ecologia, scuola, ma anche libri e cultura a 360 gradi, beh, è stato emozionante, ispirante, in una parola…. Coooool!! Il futuro è in buone mani.
Liala

Da mentor, non nascondo l’emozione e l’orgoglio nel vedere le nostre ragazze presentare ai giudici il loro progetto. Erano agitate ma hanno saputo reggere alla tensione e presentare il loro lavoro dandosi spazio e supporto l’un l’altra. Hanno girato per la fiera e giocato, collezionato gadget e granite blu. Purtroppo c’è stato un disguido con la registrazione per l’intervista sul main stage: non erano in lista ma ci tenevano perciò hanno testardamente insistito e pazientemente aspettato. Grazie alla gentilezza di Mark Langtry alla fine hanno avuto la loro occasione sul palco: fuori tempo massimo e con solo noi per pubblico ma era l’obiettivo della giornata ed alla fine è stato conseguito.

I Coolest Projects di Dublino sono stati una bellissima esperienza che mi ha arricchita in tanti modi: ho scoperto nuovi progetti che si possono realizzare con il coding, ho imparato a farmi capire da persone che non parlano l’italiano e soprattutto ho imparato cos’è il vero lavoro di squadra! È stato un bellissimo giorno e una preziosa opportunità che auguro a chiunque.
Noemi

Nella buona riuscita di questa esperienza, tanta parte ha giocato il viaggio: Dublino è una città giovane, bellissima e vivace. E’ stato tanto bello partecipare ai Coolest quanto girare per la città con la guida di Michele. Per due delle nostre girls è stato anche il battesimo dell’aria e la prima volta fuori dall’Italia.

Credo che questo viaggio ci abbia allargato gli orizzonti, fatto conoscere persone in gamba e fatto crescere.
Sergio

Infine, quest’anno grazie alla mediazione di Alberto Montresor di CoderDojo Verona abbiamo avuto la possibilità di visitare la sede di Google di Dublino!!! Circa 40 persone tra ninja, mentor e genitori: oltre a noi e CoderDojo Verona, presenti anche CoderDojo Bracciano, Castelletto e Pavia.
Due palazzi modernissimi, più di 5000 dipendenti, svariati ristoranti interni con vista panoramica, una sala di registrazione e persino un pub privato! Alcuni dipendenti italiani hanno rinunciato ad un giorno di ferie per portarci a spasso in questi edifici sorprendenti, spiegare come funziona Google e la sua etica e mostrarci come può essere lavorare per una delle aziende che stanno costruendo il futuro. Un modo di vivere che per alcuni dei ragazzi che erano con noi potrebbe essere il futuro, nemmeno troppo distante (si parla di una età media di 26 anni e tra noi c’erano ragazzi di 15/16).
Restando fedele al tema “Girls Power”, mi ha colpito la testimonianza di una delle nostre guide: nemmeno trentenne, nonostante il background non informatico, nonostante programmi da soli 3 anni, a Google la sua voce viene ascoltata al pari di quella dei colleghi maschi e con anzianità superiore. C’è chi la battaglia agli stereotipi di genere nell’informatica la sta combattendo sul serio, dando spazio al talento e alla persona. Incoraggiante!

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