Grazie Aaron!

Aaron_Swartz_at_Boston_Wikipedia_Meetup,_2009-08-18La filosofia Open source è alla base di movimenti volontari come Coderdojo. Cosa significa esattamente filosofia open source? L’Open source nasce nel mondo informatico, sostanzialmente gli sviluppatori lasciano i codici aperti e disponibili per lo studio e lo sviluppo da parte di altri programmatori. A questo modo di lavorare si affianca il movimento Open content che rilascia contenuti testuali, di immagini, video o musica in formato aperto e modificabile (un esempio su tutti è Wikipedia). Tante collaborazioni per una sorta di intelligenza collettiva che aiuta a far crescere ogni singolo cittadino, indipendentemente dalle sue capacità economiche o dalla sua possibilità di accesso al mondo della formazione inteso nel senso più tradizionale del termine.

In questa giornata ricorre l’anniversario di nascita di un grande protagonista del mondo Open source: Aaron Swartz. Oggi Aaron avrebbe compiuto 28 anni, ma con lui la vita è stata tanto generosa quanto beffarda e quindi non ci resta che ricordare una persona straordinaria, che ci ha lasciato poco più di un anno fa. Come noi, oggi lo stanno ricordando in tanti, attraverso Hackathon in suo onore.

Per tutti coloro che non conoscono la vicenda di Aaron sono disponibili, in italiano, una pagina Wikipedia a lui dedicata, un Ebook e un documentario (con sottotitoli in italiano). In questo post vogliamo ricordarlo per la sua intelligenza, le sue scoperte e la sua generosità nel lasciare libere le opere del suo ingegno.

Aaron è nato l’8 novembre 1986.  A 3 anni già sapeva leggere e pochi anni più tardi imparò ad usare il computer, scoprendo così una grande passione, oltre che un grande talento naturale. Iniziò ad imparare la programmazione attraverso la creazione di un trivial su Star Wars. A 12 anni ebbe un’intuizione geniale: creare un sito in cui le persone di tutto il mondo, esperte su specifici argomenti, potessero contribuire alla compilazioni di voci enciclopediche, una sorta di Wikipedia molto prima che l’idea dell’enciclopedia libera che tutti noi conosciamo venisse sviluppata. Info network, chiamò così il suo progetto, fu premiato all’Ars Digita, una competizione destinata a giovani per la creazione di siti web non commerciali, a carattere educativo e collaborativo.

A 14 anni Aaron iniziò a collaborare, attraverso la rete, ad un progetto che stava prendendo vita all’interno della californiana Netscape: i feed RSS. Le sue osservazioni erano così intelligenti e i suoi contributi così significativi che qualcuno, dalla rete lo invitò a farsi vedere di persona per approfondire le proposte e stringersi la mano. Lui rispose che ci sarebbe andato volentieri ma avrebbe dovuto chiedere il permesso ai genitori perché era minorenne e non poteva viaggiare da solo! La madre di Aaron, dichiara, nel documentario, che le faceva un certo effetto vedere il figlio così giovane, trattato da quegli esperti come un adulto. Aaron scrisse delle specifiche che ancora utilizziamo attraverso i feed RSS e quando le raccontò al pubblico di esperti durante una presentazione ufficiale non arrivava quasi al leggio!

Sempre a 14 anni si occupò di analizzare e capire il diritto d’autore e si appassionò ad un progetto portato avanti dal Professor Lawrence Lessig su un diverso modo di concepire e proteggere la proprietà intellettuale: le Creative Commons. Aaron, in particolare, si occupò del linguaggio informatico che sta alla base delle licenze, ma per un tipo appassionato e curioso come lui, non è difficile immaginare che anche tutti gli altri aspetti del progetto lo coinvolsero e lo appassionarono.

Frequentò l’Università di Stanford, lasciandola però dopo un anno, per fondare la sua prima start-up: Infogami, un progetto che diede vita al sito Reddit, un aggregatore di notizie dal successo immediato. Reddit fu acquistato dall’editore Condé Nast per una cifra esorbitante. Aaron fu assunto per continuare a lavorare agli sviluppi di Reddit ma la vita da ufficio non faceva per lui, così si fece licenziare dopo circa un anno dall’assunzione.

Aaaron amava le biblioteche: ne cercava una in tutte le città in cui andava. Proprio il suo grande amore per il sapere e la conoscenza delle biblioteche, con i molti pregi e anche dei limiti, lo ispirò nella fondazione del progetto Open Library, un progetto di biblioteca digitale dell’Internet Archive. Open Library raccoglie schede catalografiche relative a opere bibliografiche che chiunque può inserire e modificare, una raccolta di opere digitalizzate in pubblico dominio e, dal 2010 offre un servizio di prestito di ebook moderni in collaborazione con distributori e biblioteche statunitensi. L’intero progetto è basato su software libero e open source.

Swartz si appassionò anche alla politica, cercando di capirne i meccanismi per battersi contro le ingiustizie sociali di alcune leggi e procedure che, spesso, sono finanziate dagli stessi soggetti che sono parte in causa. Nel 2012, in particolare, Aaron si attivò per non far passare una proposta di legge contro la Pirateria informatica (SOPA) che avrebbe portato il web, così come lo conosciamo, ad uno stadio di assoluto immobilismo perchè qualsiasi azione, anche una banale ricerca su Google, avrebbe infranto la legge.  In quell’occasione sostenne gli attivisti di Demand Progress e, attraverso una grande campagna di sensibilizzazione alla quale aderirono moltissimi cittadini, aziende e organizzazioni no-profit la legge venne fermata.

I suoi guai giudiziari iniziano nel 2011 quando, dopo una lunga sorveglianza, viene accusato di aver scaricato illegalmente 4 milioni di articoli dalla banca dati Jstor. Jstor è una biblioteca digitale senza scopo di lucro che raccoglie articoli scientifici scritti da docenti pagati con i contributi pubblici, che hanno potuto portare a termine le loro ricerche in laboratori e con strumentazioni pagati con soldi pubblici. Ogni articolo scaricato da Jstor però va pagato e l’accesso a queste informazioni, oltre che molto costoso per le Istituzioni che le mettono a disposizione dei loro utenti, sono assolutamente proibitive per le Istituzioni di Paesi del Terzo Mondo, nei quali, forse la ricerca dovrebbe essere a maggior ragione supportata e finanziata. Il documentario al quale abbiamo rimandato nella prima parte di questo articolo spiega le accuse di questo processo e le mai chiarite intenzioni di Swartz sulla destinazione che avrebbe avuto in mente per questi dati. Anche se Jstor, ad un certo punto, si ritirò dal processo lasciando cadere tutte le accuse, il processo è inaspettatamente andato avanti, fino ad arrivare al tragico epilogo del suicidio di Aaron, pressato a spaventato dall’idea dei lunghissimi anni di carcere e isolamento che l’accusa gli prospettava.

Il suo amico e collega Lawrence Lessig ha dichiarato che la sua persecuzione è stata un abuso del sistema proporzionale, notando che “la domanda a cui questo governo deve rispondere è se era necessario che Aaron Swartz fosse additato come criminale”.

Parlare di Aaron non è facile, la commozione per chi crede in una filosofia di vita vicina al mondo dell’Open source è ancora tanta, in tutto il web ci sono persone che ancora ricordano la sua grande mente e altre che, anche inconsapevolmente, usano le sue invenzioni. Vogliamo allora chiudere con una frase di Aaron, che sia da ispirazione per tutti i giovani coders e aspiranti tali e che possa farci credere in un futuro migliore:

“Be curious. Read widely. Try new things. What people call intelligence just boils down to curiosity.”

[Siate curiosi. Leggete tanto. Fate nuove esperienze. Quello che le persone chiamano intelligenza è solo la punta dell’iceberg della curiosità]

 

 

Foto:  “Aaron Swartz at Boston Wikipedia Meetup, 2009-08-18” di Sage Ross, alcuni diritti riservati.

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