I nuovi bambini – Paolo Ferri

Vorrei segnalare ai genitori  – ed ai ragazzi un po’ più grandicelli e riflessivi – un libro molto interessante: I nuovi bambini, di Paolo Ferri.
Come genitori, sicuramente ci siamo già accorti di quanto i nostri bambini siano attratti dalla tecnologia: tendono a reclamare per sé smartphone e PC di casa, alcuni di loro sono già in Rete con un proprio profilo o attraverso i  nostri post o quelli dei nostri amici e parenti. La domanda sorge spontanea: come gestire il rapporto tra bambini e tecnologia? Farà bene o farà male? Bisogna vietare o assecondare questa passione?

Il libro di Ferri propone una posizione decisamente pro tecnologia: stiamo vivendo a cavallo di uno shift epocale tra diverse modalità di definire, acquisire e condividere il sapere. La nostra generazione è probabilmente l’ultima rappresentante della società gutenberghiana nata con la diffusione della stampa, caratterizzata da una modalità di comunicazione uno-a-molti, da una modalità di consumo di massa (passiva), dal principio di autorità associato alle fonti. I ragazzi nati dopo il 1985 – anno di diffusione del web su larga scala, in Italia l’autore suggerisce di fare riferimento al 1996- sono invece nati in un ambiente dove l’informazione è accessibile e sovrabbondante, segue un modello di diffusione e creazione molti-a-molti tramite la condivisione e il peer-review, l’autorità deriva dal riconoscimento sociale pertanto tutti hanno la possibilità di esprimersi, essere ascoltati e ottenere consensi (nel bene e nel male). Questi ragazzi nati a latte e tecnologia vengono definiti nativi digitali: le nuove modalità di accesso e fruizione del sapere plasmano la loro struttura mentale secondo modelli diversi da quelli di chi è nato e cresciuto sui libri. La sfida educativa tutta nuova per i genitori e per la scuola è capire come mediare il passaggio della conoscenza dalle vecchie alle nuove modalità di apprendere.

Ogni capitolo parte dall’analisi di una esperienza del figlio dell’autore con le tecnologie digitali e si conclude con delle indicazioni pratiche rivolte ai genitori, frutto dell’esperienza ragionata di un padre e della competenza specifica di un professore universitario. Oltre a spiegare perché ed in cosa i ragazzi sono diversi da noi e dai loro insegnati, vengono esposte ricerche atte a smentire i luoghi comuni che vedono pericoli nell’introduzione precoce dei bambini all’utilizzo dei device digitali e dei loro contenuti, viene analizzato il fenomeno del panico morale alimentato dai media e legato alla Rete. Un capitolo è dedicato alle evoluzioni auspicabili della scuola e della didattica.

Questo libro rispecchia le convinzioni di noi mentor di CoderDojo Brianza: riconosce il mutato contesto in cui vivono i nostri ragazzi e con molto ottimismo invita i genitori ad assecondare il loro ingresso in questa nuova epoca. Ottimismo che non significa leggerezza: la prima e principale indicazione dell’autore è quella di stare vicino al bambino mentre esplora le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, condivisione e ascolto sono i presupposti per un apprendimento sicuro che implicano anche uno sforzo di apprendimento da parte dei genitori meno aggiornati . L’obiettivo è quello di avere utenti consapevoli che possano essere sempre di più attori della tecnologia che li circonda.

Se vogliamo trovare un difetto a questo ed altri libri che affrontano il tema dell’introduzione dei piccoli ai nuovi media è l’assenza di esempi concreti ed indicazioni immediatamente operative. Nel nostro piccolo ogni CoderDojo è un’occasione per sperimentare ed apprendere un utilizzo del computer che non sia puramente di “intrattenimento”, allo stesso tempo è un banco di prova per una possibile didattica delle nuove tecnologie. Qui a CoderDojo Brianza siamo molto curiosi di avere l’opinione di esperti ed operatori sul campo perciò se l’argomento vi appassiona e avete competenza ed esperienza come pedagogisti o insegnanti sappiate che cerchiamo nuovi mentor proprio come voi! Mettetevi in contatto!

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