CoderDojoBrianza: storia del primo club brianzolo di programmazione per bambini e ragazzi

Le attività di CoderdojoBrianza sono iniziate nel lontano 2014, quando Debora, una bibliotecaria curiosa, aveva visto la presentazione delle attività di CoderdojoMilano e aveva avuto un istantaneo colpo di fulmine!
Fin dai primi appuntamenti, l’esiguo numero di volontari (4 persone) aveva chiari alcuni punti cardine dell’attività. I laboratori proposti sarebbero stati:
• indipendenti
• accessibili a tutti
• gratuiti
Grazie alla Biblioteca di Vimercate e per qualche anno anche alle Biblioteche di Mezzago e Bellusco, abbiamo potuto proporre a bambini e ragazzi appuntamenti di qualità che rispettassero i principi che avevamo in mente.

Vista dell'interno della Biblioteca di Vimercate

Anni 2014-2016
In quegli anni ci si interrogava molto sulle nuove tecnologie e l’etichetta “nativi digitali” veniva utilizzata un po’ ovunque. Smartphone e social network attiravano un pubblico sempre più giovane e non c’erano molti studi in merito all’uso di queste tecnologie da parte dei minorenni.
Quel progetto dallo strano nome “CoderDojo” (letteramente “palestra per programmatori”) nato in Irlanda nel 2011 e via, via diffusosi in tutto il mondo, sembrava la risposta più sensata per dare ai giovani un altro punto di vista sull’uso delle nuove tecnologie.
CoderDojo, durante i suoi primi anni di attività, utilizzava prevalentemente Scratch, un linguaggio di programmazione a blocchi visuali, molto simile alla logica dei mattoncini Lego.
Scratch è un software realizzato dal Kindergarten del Massachussets Institute of Technology (MIT), una delle Università più prestigiose al mondo. Il capo del Kindergarten, Mitch Resnick, in un’intervista aveva dichiarato che le nuove tecnologie possono essere paragonate al linguaggio. Quando potete dire di essere “fluenti” in una lingua? Quando la sapete leggere e scrivere. Le nuove tecnologie, per come venivano proposte, erano solo in modalità lettura. I giovani non avevano accesso alla possibilità di creare qualcosa di proprio, ma solo navigare in contenuti creati da altri. Grazie a Scratch, i bambini (e non solo) di tutto il mondo, avevano la possibilità di scrivere i propri contenuti digitali: una storia, un videogioco, una calcolatrice perfino! Con le loro regole, i loro colori e personaggi preferiti o anche disegnati da loro stessi.
Scratch, essendo un programma pensato soprattutto per bambini e ragazzi, ha un occhio di riguardo anche agli aspetti legati alla privacy. Per creare un account è richiesta solo un’e-mail e un nickname, in ogni modo la piattaforma sconsiglia di non utilizzare il proprio nome e cognome. Inoltre, incoraggia la condivisione dei progetti, secondo la filosofia delle licenze aperte.
I club come CoderDojo permettevano ai bambini di avvicinarsi a Scratch anche se a casa nessuno ne conosceva l’esistenza o nessuno aveva le competenze per aiutarli.

Anni 2017-2019
Il nucleo di volontari di CoderDojoBrianza aveva perso qualche membro e ne aveva conquistati altri, alcuni bambini avevano imparato con noi, si erano divertiti e poi erano passati ad altre attività e laboratori, altri bambini continuavano a frequentare assiduamente i nostri appuntamenti.
CoderDojo Dublino divenne Fondazione, con il compito di sostenere tutti i club del mondo, fornendo ai volontari risorse e supporto. I laboratori si allargarono ad altre proposte e anche il nostro club, timidamente, inserì nuovi linguaggi e progetti.
CoderDojoBrianza in questi anni partecipava ai Coolest Projects, un appuntamento internazionale organizzato dalla Coderdojo Foundation a Dublino, in cui bambini e ragazzi presentavano i loro progetti. Tre team sono rimasti nei nostri annali e nei nostri cuori: il JAAM Waste Recycle Project, Il Team Weather e le Girl’s Power.
Ragazzi e ragazze tra la classe quarta della primaria e la classe seconda della secondaria di primo grado lavorarono tutto l’anno a un progetto, realizzarono addirittura un cestino per la raccolta differenziata e una stazione meteo e volarono, alcuni per la prima volta, a presentarlo in inglese ai giudici della manifestazione e agli partecipanti! Mentor e genitori badavano a loro, non li abbiamo mandati da soli!
Conoscete forse un altro percorso libero e gratuito che abbia fornito ai bambini una possibilità come questa?

Anni 2020-2021
Purtroppo, nel 2020 arrivò la Pandemia COVID-19 e ci costrinse a stare isolati per lunghi mesi. Provammo a proporre laboratori online, ma ci rendemmo conto dei grossi limiti che questo comportava: ci mancava la possibilità di stare vicini, scambiarci idee, scherzare con gli amici. Il coding si poteva fare anche online, ma non era la stessa cosa, fatto in quel modo era solo un esercizio di programmazione, come poteva essere qualsiasi altro esercizio.
È stata dura riprendere: i primi mesi dopo il lockdown ci siamo visti, seppure con le mascherine e le distanze raccomandate, ma si era spento qualcosa. Qualche volontario aveva lasciato il gruppo e anche diversi bambini non sono più tornati ai nostri appuntamenti. Per fortuna, come una grande famiglia, ci siamo sostenuti a vicenda e, nonostante le difficoltà, siamo riusciti a riaccendere la scintilla.
Nel frattempo, i bambini che ci seguivano fin dal 2014 sono diventati ragazzi e hanno deciso di dedicare il loro tempo per insegnare ad altri bambini quello che per loro aveva significato così tanto. La nostra rinascita è stata soprattutto grazie a questa circolarità della generosità e dello spirito che da sempre ha contraddistinto le nostre attività. I nostri giovani, a cui si sono aggiunti altri coetanei che ci hanno conosciuti quando erano un po’ più grandi, sono stati la nostra motivazione a ripartire.

Ninja che programmano presso la Biblioteca di Vimercate - CoderDojo

Anni 2022-2025
Siamo alla storia più recente della nostra associazione. Al momento possiamo contare su una dozzina di volontari, tra cui 7 under 25, una vera rarità nel mondo associativo, che generalmente registra una percentuale di volontariato costituito soprattutto da adulti. I nostri laboratori spaziano da Scratch all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale.
Abbiamo ricevuto importanti riconoscimenti e finanziamenti, oltre al contributo materiale in notebook che ci sono stati donati da Multinazionali e aziende private che hanno creduto in noi. Grazie a questi contributi abbiamo potuto acquistare materiali, partecipare a corsi di formazione e offrire notebook di qualità ai bambini che non ne hanno uno da portare ai laboratori.
In media i nostri appuntamenti registrano la presenza di 50 bambini e ragazzi alla volta e siamo riusciti a raggiungere un pubblico variegato, sia per età che per livello socio, economico e culturale delle famiglie.
La sfida per i prossimi anni sarà quella di mantenere saldi i nostri principi e proseguire nel mostrare un’altra prospettiva nell’uso delle tecnologie.

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