Perché insegnare coding e programmazione a bambini e ragazzi?
Probabilmente, tutti noi, volontari e partecipanti, risponderemmo che lo facciamo per il piacere di stare insieme e passare del tempo a realizzare qualcosa di qualità.
Naturalmente la programmazione informatica rimane il nostro pallino, ci entusiasma poter creare qualcosa che prenda forma da un nostro pensiero, ci arrovelliamo con piacere per trovare soluzioni che rendano concrete le nostre idee “geniali” e siamo orgogliosi di ciascuna riga di codice che scriviamo, ma lo facciamo soprattutto per offrire a bambini e ragazzi una prospettiva diversa sull’utilizzo delle tecnologie: utilizzatori attivi e creatori di contenuti.
I tempi sono cambiati rispetto al primo decennio degli anni 2000, oggi finalmente la definizione “nativi digitali” è meno utilizzata, ci sono più studi sull’impatto delle nuove tecnologie e si riflette sulle conseguenze dell’uso eccessivo e passivo di smartphone e social network.
Nel rapporto UNESCO 2023, tra le tante cose interessanti, si dice che al mondo solo il 6,5% dei maschi e il 3,2% delle femmine è in grado di scrivere un programma informatico. Questo comporta due importanti gap da colmare: vivere in un mondo tecnologico senza comprendere la parte di creazione dei contenuti è come saper leggere ma non saper scrivere. Non è che tutti noi che sappiamo scrivere siamo anche scrittori di professione, ma qualcuno può negare che la scrittura non sia un’abilità indispensabile?
Pensare che l’IA scriverà righe di codice per noi non è rassicurante: se non saremo in grado di capire cosa sta scrivendo, non sapremo controllare le nostre stesse idee.
Il secondo gap da colmare è il divario di genere. Sviluppare idee con un punto di vista maschile esclude una grossa fetta della popolazione e le sue necessità.
Nei nostri laboratori, attraverso il coding e la programmazione, mostriamo a bambini e ragazzi che le tecnologie sono solo strumenti, quello che conta è il nostro cervello, la capacità di lavorare in gruppo, condividere le idee e realizzare un progetto insieme. Potremmo anche realizzare quadri o scrivere storie, ma con le tecnologie possiamo fare tutto questo e aggiungere anche colonne sonore, movimento, stampare in 3D i nostri personaggi e chi più ne ha più ne metta.
Non smetteremo mai di proporre un accesso libero e indipendente al pensiero computazionale ed ecco perché nei nostri laboratori non troverete marchi blasonati di software proprietari che richiamano attenzione. Se vorremo costruire un robot, cercheremo di capire che materiali servono, come possiamo dar loro una forma, come li possiamo assemblare e come possiamo contribuire ad avere un impatto sul pianeta che sia il più leggero possibile.
Il nostro motto è “Above all, be cool!” (soprattutto, sii in gamba) e vogliamo rispettarlo sempre!






